L'esplicito in Fotografia

Esiste il "troppo esplicito" in Fotografia? Ho posto questa domanda sul mio profilo Facebook e siccome ho davvero un bel giro di amici e contatti, le risposte sono state tante e di qualità.

Qui vorrei dire la mia, ché è un ambiente un po' più consono a certe discussioni (e certe foto).

Un gatto? ©2016 Alessandro Burato, non riprodurre senza autorizzazione.

Un gatto?
©2016 Alessandro Burato, non riprodurre senza autorizzazione.

Partiamo dalle basi: si parla di Fotografia. Ormai saprete che nella mia visione della suddetta non si può prescindere dall'interezza di ciò che restituisce la foto. Ossia non ha senso scindere "bel soggetto MA la composizione", "mi emoziona MA la tecnica", "bello il particolare tal dei tali MA lo avrei fatto in bianco e nero" --e via dicendo.
Quindi, nella risposta alla domanda fatidica si considera sempre e solo il prodotto finito e finale, la foto con tutti gli annessi e connessi. Non si può fare altrimenti. Perciò quando mi dite "conta la composizione" capisco bene cosa volete dire, ma non posso estrapolarla dal resto. La foto è la composizione e il soggetto. La foto è il soggetto.

Quindi?

"Leviamo il vin dai fiaschi", come si dice in Toscana: la domanda è volutamente mal posta.

Non esiste un "troppo esplicito", esiste un "volgare". Che a sua volta è sinonimo di "sciatto", "insignificante", "scontato", "che non trasmette", insomma. Una brutta foto.
Quindi, una foto può essere troppo esplicita (troppo volgare?) solo se è brutta. Altrimenti essere esplicita è il suo stesso senso, ha una funzione, svolge un ruolo. E non se ne può prescindere.

Tanto per chiarire ulteriormente: "bella, davvero, ma se non si fossero visti i genitali sarebbe stato meglio" --o stai guardando una brutta foto, e allora anche se non si fosse visto quanto sopra sarebbe stato uguale, oppure hai un limite nei confronti della vista di un organo genitale che però è un altro problema e non fa parte di ciò che vogliamo affrontare qua. Non vuol dire che sei scemo o bigotto, semplicemente è un'altra cosa.

Quindi: esplicito ma non volgare. Un esempio?

Jan Saudek

Jan Saudek

Esplicita? Assolutamente. Di gusto? mah. Che cosa è il "gusto"? Piace? Dipende, sì, no, non importa.

È Fotografia, però. Di un certo livello, anche. Volta a sconvolgere, impressionare, far riflettere. Ma non è volgare, in quanto non è banale, non è fine a sé stessa. Non si esaurisce nella vista di una vagina esposta. E non è ipocrita, non addolcisce la pillola con una modella bellissima e sorridente, con un' ambientazione glamour, con qualche arto messo strategicamente a coprire le "vergogne".

Non me la appenderei mai in casa, né probabilmente la fotograferei. Ma non è questo il punto. È una foto --a mio parere-- superba. Di razza.


Per quanto riguarda la composizione, da alcuni citata come discriminante tra una foto sciatta e una no, Saudek (che pure in questa foto è impeccabile) a differenza di Mapplethorpe non è un esteta.

Mapplethorpe, anche quando fotografa peni eretti, è sempre un grandissimo tecnico, uno che innanzitutto mette l'estetica, la sovrastruttura, poi si preoccupa del resto. Mapplethorpe è un pittore classico, quasi. Il suo essere dissacrante si stempera, a mio parere in maniera eccessiva fino ad arrivare a volte a una certa leziosità, a un'estetica fine a sé stessa, come se avesse paura di osare veramente. Anche il suo autoritratto con una frusta su per il deretano è in un certo qual modo asservito a un mercato dell arte, nel quale M. prosperava. Nulla di male in tutto questo, anzi. Però, mi rimane meno "simpatico" di un ragazzaccio come Saudek.

Un esempio:

Robert Mapplethorpe

Robert Mapplethorpe


Guardate il braccio destro e il pene. Sono paralleli. Solo per dirne una.

Saudek è più "puro", PER ME. Così come Araki. Sono più sinceri. Ma è una mia opinione.

Nobuyoshi Araki

Nobuyoshi Araki

Sul "messaggio" poi, che alcuni di voi hanno citato. Anche lì, va bene il messaggio forte --le donne sottomesse, dominate di Saudek, in un contesto chiaramente negativo, mi fanno tifare per loro e riflettere, mi danno un pugno nello stomaco, mentre va malissimo il messaggio inesistente o didascalico della modellina generica con il ditino in bocca e l'intimino trasparente, alla "mi scopi?", lì sì una bambolina inutile e stupida che esiste solo allo scopo di soddisfare le voglie del masturbatore seriale medio.

E qui concludo, provando a riassumere: la discriminante ultima è la sincerità. Nell'esprimersi, nel parlare di sé, nel farmi vedere qualcosa di tuo attraverso le tue foto, non adeguandoti a cifre espressive o cliché che non ti riguardano.

Unita al saper utilizzare la semantica e la grammatica della Fotografia, la sincerità rende una foto degna. Esplicita, di nudo, non di nudo, non importa. Se mi accorgo che stai provando a prendermi per il culo, in qualsiasi modo, la tua Fotografia diventa fotografia (minuscola), non ti riguarda più. E il suo valore si annulla.